sabato, 08 novembre 2008

C'è chi pensa che lo scopo della Pro Loco sia solo quello di organizzare feste di paese (rompendo i cosiddetti perchè si transenna la piazza, ormai considerata solo un parcheggio per le macchine).

Sbagliato: il fine di una Associazione chiamata “Pro Loco”

dovrebbe essere quello di favorire il miglioramento

A LIVELLO UMANO di un territorio. Questo si fa non solo creando momenti di socialità come le feste in piazza (dove molti invece vengono solo “per la lotteria”…), ma anche promuovendo iniziative che segnino un progresso, che “sgrezzino” un paese dal suo provincialismo.

Vedete, stamattina ho cominciato a frequentare un corso di difesa personale a Rovigo COMPLETAMENTE GRATUITO perchè organizzato e finanziato dal Comune di Rovigo stesso.
Questo fa parte di una iniziativa volta a fornire alle donne e alle ragazze degli stramenti di difesa contro la violenza che purtroppo sono costrette a subire da sempre. Infatti, ci sono stati (e continueranno) degli incontri con avvocati e Forze dell'Ordine presso la Sala della Gran Guardia per parlare proprio di violenza sulle donne, nonchè questo corso tenuto da persone qualificate (principalmente dal maestro Claudio Ferrari).

Vi starete chiedendo: ma perchè il presidente della Pro Loco parla di una iniziativa di Rovigo?

Semplice: perchè qualche mese fa avevo in progetto di organizzare un analogo corso di difesa personale ed ho pubblicizzato la proposta con cartelli ed annunci sul noto “ViaVai”. Ebbene, pochissime adesioni, con conseguente abbandono dell'idea.

Non voglio togliere nulla ad altri corsi a scopo più ricreativo (come ad esempio quello di danze sudamericane, in collaborazione con la Pro Loco stessa), ma questo dà l'idea di quanto sia ancora molto bassa la soglia di sensibilità locale per questi gravi problemi di cui, tuttavia, sentiamo tutti i giorni parlare al telegiornale. A me non cambia nulla: anni fa frequentai un corso del genere (proprio a Rovigo, ma in una palestra privata) ed ugualmente farò adesso, prendendo la macchina.

Ma possibile che noi “in paese” si debba sempre restare “indietro”?

Segnalo, sempre in tema di “utilità”, che nella nota (come no?) manifestazione del Presepe Vivente che la Pro Loco organizza per il 21 dicembre prossimo, sarà presente personale qualificato in rappresentanza dell'Istituto Oncologico Veneto, con materiale informativo e gadget per sensibilizzare la gente sul tema della ricerca e delle cure per le malattie tumorali e simili.

Quando ho contattato l'Istituto per invitarli a partecipare alla nostra manifestazione, il responsabile delle relazioni col pubblico, Dott. Bruno Bandoli, oltre a rispondere con entusiasmo, mi ha informata che li avrei trovati con punti informativi nel contesto di manifestazioni tenutesi a Noventa Padovana e a Piove di Sacco.

E lì mi è venuto spontaneo pensare: “Vedi che in altri paesi qualcuno aveva già avuto la sensibilità di invitare una istituzione così importante ad una pubblica manifestazione, per metterla in contatto con la gente? Perchè prima di ora nessuno ci aveva pensato, qui a Stanghella?”.

Perchè a questo dovrebbe pensare la Pro Loco, facendo sì, appunto, che la gente sia meno chiusa, indifferente, annoiata.

MA MI SPIEGATE COME FA LA Pro Loco

AD OPERARE IN QUESTO SENSO,

SE VIENE OSTEGGIATA, IGNORATA E SBEFFEGGIATA?

 Voglio proprio vedere i commenti che seguiranno a questo post (sempre SE ce ne saranno).

postato da: IlariaGhirotti alle ore 16:31 | Permalink | commenti (4)
categoria: